la storia  di Ponzanello

Ponzanello propone senza dubbio alcuno uno scenario di eccezionale impatto sul visitatore.
Il paese, fortificato ed ampliato in varie fasi storiche, rivela sulle cinte murarie tre portali di accesso, ancora integri e ben leggibili, eccezion fatta per un quarto quasi del tutto crollato nella parte più esterna dell'abitato (distrutto nel dopoguerra per consentire il passaggio dei veicoli a motore).
Ciò che balza maggiormente all'occhio, appoggiata e maestosa sulla collina poco più in alto del centro abitato, è la rocca (548 m.s.l.m.), posta a controllo su una importante strada ancora viva e vitale, secondo le fonti, nel XVII secolo. Rispetto al panorama delle fortificazioni vescovili lunigianesi, appare come una residenza bastionata della cui tipologia ci sono ben pochi confronti; anch'essa è costruita in più fasi delle quali ci rimangono le più recenti, databili approssimativamente tra trecento e quattrocento.
La posizione strategica del castrum di Ponzanello, lascia pensare che questo sia stato uno dei più importanti insediamenti connessi agli accessi al litorale alto tirrenico dall'entroterra.

Il Codice Pelavicino (raccolta membranacea del XIII secolo conservata nell'Archivio Capitolare di Sarzana) contiene ben 64 documenti dal 1185 al 1279, menzionanti direttamente o indirettamente Ponzanello (compresi i toponimi ad esso correlati). Il fatto che nell'arco di più di cento anni, parecchi atti vengano rogati a Ponzanello e riguardino i più disparati centri della diocesi, suggerisce che questo non fosse di secondaria importanza ma un centro in cui risiedevano o operavano giudici, notai e rappresentanti del potere locale vescovile. All'interno dei documenti antecedenti la comparsa della cosiddetta ecclesia nova nel 1255, i luoghi di rogazione delle carte risultano essere importanti edifici quali il castrum, la torre e il palatium vescovile, la cosiddetta domus Gondeti (casa di un autorevole cittadino del luogo, il figlio del quale sarà eletto console di Ponzanello); dopo questa data la chiesa nuova ottiene quasi il monopolio di luogo di stipulazione dei documenti, come se avesse acquisito, oltre alla funzione sacrale, anche quella di sede amministrativa del distretto di Ponzanello.
La prima attestazione del castrum Ponzanelli risale al 29 luglio 1185 (XII sec.), all'interno del diploma federiciano che conferma al vescovo di Luni i suoi possedimenti.
Che Ponzanello fosse un centro vitale e di assoluta importanza all'interno della curia vescovile di Luni nel XIII secolo lo attestano le fonti. Proprio del duecento, e più precisamente del 1201, è la costituzione del comune rurale, mentre risale al 1233 la prima redazione degli statuti e l'approvazione di questi ultimi da parte del vescovo Guglielmo.
L'importanza strategica di questo sito si percepisce soprattutto quando Federico II decide di prenderne possesso, insieme ad altri castelli e torri della cui fedeltà dubitava, durante la sua disputa con i comuni nel 1239 ed il suo passaggio in Lunigiana. Ne verrà affrancato solo con la morte dello stesso imperatore nel 1250 e con la liberazione nel 1251 del vescovo Guglielmo, ben dieci anni dopo la cattura.
L'influenza del vescovo di Luni viene però scemando; proprio durante la prigionia di Guglielmo le varie famiglie nobili lunigianesi approfittano per migliorare la propria posizione e per accaparrarsi quei domini che si contendevano con il vescovo. Brevi periodi di splendore si alterneranno, ormai, con la progressiva ed inarrestabile decadenza che di contro vedeva splendere l'emergente astro dei Malaspina. Con il vescovo Enrico da Fucecchio (1273-1292) Ponzanello vede la ristrutturazione del castello e l'edificazione del palatium magnum, probabilmente all'interno del castello, nonché l'ampliamento del borgo. In seguito Ponzanello compare come possedimento Malaspiniano.
Dopo l'intervento nel 1319 del signore di Lucca, visconte di Luni e vicario imperiale in Lunigiana, Castruccio Castracani degli Antelminelli, il castrum ritorna sotto il dominio vescovile. Tuttavia in seguito alla strage della Verrucola, avvenuta nel 1418, ed al ritorno su quel seggio marchionale di Spinetta II Malaspina, Ponzanello sembra diventare definitivamente possesso malaspiniano. Per una storia più recente degli avvenimenti di Ponzanello, diventa imprescindibile la consultazione dell'Archivio Malaspiniano di Fosdinovo, oggi conservato in parte all'Archivio di Stato di Firenze e in parte all'Archivio di Stato di Massa, in cui sono contenute notizie riguardanti il feudo fosdinovese che spaziano dal XIV secolo al XIX secolo. Da questi documenti sappiamo, ad esempio, che Ponzanello, seppur sotto la dominazione dei marchesi di Fosdinovo, manterrà sempre la sua identità di comune rurale “autonomo”.  
Nel 1695 il castello risulta essere ancora abitato da un castellano investito dal marchese, benché sembri evidente che questo fortilizio non riveste più alcuna importanza per il feudo fosdinovese.
Convegno di studi storici 2002
Il borgo e il castello di Ponzanello Il castello in una foto aerea Il borgo dall'interno della rocca Il plastico del castello
Prospetti del castello Da sinistra:
- il paese di Ponzanello, sullo sfondo la Lunigiana orientale immersa nella nebbia
- la foto aerea del castello
- Il borgo visto dall’interno della rocca
- il plastico del castello realizzato da Enrico Corona nell’occasione del Convegno di Studi Storici per gli 800 anni del Comune
- i prospetti Sud ed Est del castello nei disegni di Enrico Corona
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